Impianti fotovoltaici

Da sempre attenta alle problematiche ambientali ed energetiche, nel 2007, la B GROUP ITALIA SRL ha ampliato i propri orizzonti occupandosi del settore delle energie alternative ed in particolar modo dell’energia solare fotovoltaica. Oltre a sviluppare progetti di ricerca nel settore, in collaborazione con diverse società italiane, la B GROUP ITALIA SRL realizza e progetta impianti fotovoltaici chiavi in mano.

In particolare si occupa di:

  • Studio di fattibilità dell’impianto fotovoltaico
  • Analisi tecnico ed economico dell’investimento
  • Preparazione ed invio di tutta la documentazione alla richiesta di tariffa incentivante al GSE
  • Disbrigo delle pratiche necessarie all’ottenimento delle autorizzazioni richieste
  • Realizzazioni chiavi in mano dell’impianto fotovoltaico
  • Possibilità di assicurare l’impianto per danni diretti ed indiretti
  • Contratto di gestione e manutenzione ordinaria e/o straordinaria dell’impianto per 20 anni.

Si possono distinguere due tipi di Impianti Fotovoltaici

STAND ALONE

Gli impianti fotovoltaici stand alone, come fa intuire già il nome, indipendentemente dalla rete elettrica pubblica. Questo tipo di impianto viene dunque impiegato principalmente per l’alimentazione di apparecchi in zone isolate, o nel caso sia richiesta grande mobilità. Per poter disporre di energia elettrica anche durante le ore notturne l’energia fornita durante il giorno dai moduli FV viene immagazzinata da accumulatori. Un semplice impianto fotovoltaico ad isola è composto dai seguenti elementi:

  • Pannelli Fotovoltaici: per la trasformazione di energia solare in energia elettrica. Per ricavare più potenza vengono collegate tra loro diverse celle.
  • Regolatore di carica: è un apparecchio elettronico che regola la ricarica e la scarica degli accumulatori. Uno dei suoi compiti è di interrompere la ricarica ad accumulatore pieno.
  • Accumulatori: sono i magazzini di energia di un impianto fotovoltaico. Essi forniscono l’energia elettrica quando i moduli non sono in grado di produrne, per mancanza di irradiamento solare.
  • Inverter: trasforma la corrente continua proveniente dai moduli e/o dagli accumulatori in corrente alternata a 230V. Se l’apparecchio da alimentare necessita di corrente continua si può fare a meno di questa componente.
  • Utenze: apparecchi alimentati dall’impianto fotovoltaico.

Le applicazioni più diffuse servono ad alimentare:

  • apparecchiature per il pompaggio dell’acqua;
  • ripetitori radio, stazioni di rilevamento e trasmissione dati, apparecchi telefonici;
  • apparecchi di refrigerazione;
  • sistemi di illuminazione;
  • segnaletica sulle strade, nei porti e negli aeroporti;
  • alimentazione dei servizi nei camper;
  • impianti pubblicitari, ecc.

impianti_fotovoltaici_clip_image009

Grid Connect (Connessi alla rete)

Sintesi conto energia

Il 23 Febbraio è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 il nuovo decreto sul Conto Energia. Questo decreto migliora sensibilmente le condizioni economiche e semplifica le procedure per richiedere l’incentivo per l’energia prodotta. L’obbiettivo che si pone il decreto è quello di favorire la produzione da impianti fotovoltaici e contestualmente il risparmio energetico con premi aggiuntivi. Modificato anche l’obiettivo nazionale di potenza fotovoltaica da installare: dai 2000 MW entro il 2015, previsti dalla bozza precedente, si è passati a 3000 MW entro il 2016.

Ecco le novità più importanti:

  • Aumento delle tariffe, da un minimo di 0,36 ad un massimo di 0,49 euro per kWh prodotto e sono differenziate in base alla potenza nominale, oltre che alla tipologia dell’impianto (art. 6).
    Ecco le tariffe:
    impianti_fotovoltaici_clip_image001
  • Certificazione energetica dell’edificio non è più obbligatoria anche se da diritto ad un premio ulteriore sull’incentivo (art. 7).
  •  Non cumulabilità delle tariffe incentivanti: non si applica alle scuole pubbliche e alle strutture sanitarie pubbliche (art. 9).
  • Potenza massima degli impianti ammessi alle tariffe incentivanti a livello nazionale: 3000 MW entro il 2016.
  • Incremento del 5% delle tariffe incentivanti per le scuole pubbliche, gli ospedali pubblici e gli impianti integrati negli edifici e installati in sostituzione di coperture contenenti amianto e per gli enti locali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. Per gli impianti entrati in esercizio entro il 31/12/2009.

le tariffe saranno le seguenti:

Potenza nominale dell’impianto
Non integrati (art. 2, comma 1, lettera b1) Parzialmente integrati (art. 2, comma 1, lettera b2) Integrati (art. 2, comma 1 lettera b3)
1 kW <= P < =3 kW 0,392 0,431 0,480
3 kW < P < =20 kW 0,372 0,412 0,451
P > 20 kW 0,353 0,392 0,431

 

Informazioni sugli impianti fotovoltaici

Un impianto fotovoltaico permette di trasformare direttamente l’energia solare in energia elettrica in corrente continua grazie all’effetto fotovoltaico. Tale fenomeno si manifesta nei materiali detti “semiconduttori”, usati anche nella produzione di componenti elettronici. Il materiale sicuramente più utilizzato è il silicio cristallino, uno degli elementi chimici più diffusi sulla crosta terrestre sotto forma di biossido di silicio non puro (SiO2) denominato silice (polvere amorfa marrone o in cristalli grigi). Se si limita l’analisi ai soli prodotti commerciali, le tecnologie di realizzazione più comuni sono:

  • Silicio monocristallino;
  • Silicio policristallino;
  • Silicio amorfo (film sottile)

Altri materiali utilizzati per la produzione di dispositivi fotovoltaici sono arseniuro di gallio e di alluminio, solfuro di cadmio, telloruro di cadmio, solfuro di rame e materiali plastici. Quasi tutti sfruttano la tecnologia del film sottile. L’elemento base della conversione fotovoltaica è denominato cella. Le prestazioni di una cella fotovoltaica sono influenzate prevalentemente dalla temperatura e dalla quantità di luce o irraggiamento; in particolare la corrente di corto circuito risulta proporzionale all’irraggiamento mentre la tensione a vuoto si riduce considerevolmente con l’aumentare della temperatura (per il silicio cristallino la tensione si riduce del 4 % per ogni 10 °C di aumento della temperatura). L’efficienza di conversione varia tra l’8 e il 20% secondo il tipo di cella utilizzato. Un sistema fotovoltaico è composto da:

  • moduli o pannelli fotovoltaici;
  • struttura di sostegno per installare i moduli sul terreno, su un edificio o qualsiasi struttura edilizia;
  • inverter;
  • quadri elettrici, cavi di collegamento e locali tecnici per l’alloggiamento delle apparecchiature.

Le celle fotovoltaiche collegate tra loro in serie e parallelo costituiscono i moduli fotovoltaici. I moduli, in generale con lo stesso orientamento, sono collegati in serie o parallelo e costituiscono le stringhe che forniscono potenza elettrica in corrente continua. Per aumentare la producibilità dei sistemi, è possibile montare le stringhe su supporti ad orientamento variabile, in grado di seguire lo spostamento del sole (impianti a inseguimento). Più stringhe, anche con diverso orientamento, costituiscono il campo che produce l’energia avviata all’utilizzatore finale o al gestore della rete elettrica. La corretta esposizione all’irraggiamento solare dei moduli fotovoltaici rappresenta un fattore chiave ai fini della prestazione dell’impianto. La decisione in merito alla fattibilità tecnica si basa sull’esistenza nel sito d’installazione dei seguenti requisiti, che dovranno essere verificati dal progettista/installatore in sede di sopralluogo:

  • disponibilità dello spazio necessario per installare i moduli (occorre uno spazio netto di circa 8 – 10 m2 per ogni kWp di potenza, se i moduli sono installati in maniera complanare alle superfici di pertinenze di edifici; occorre uno spazio maggiore se l’impianto è installato in più file successive su strutture inclinate collocate su superfici piane);
  • corretta esposizione ed inclinazione dei moduli. Le condizioni ottimali per l’Italia sono: – esposizione SUD (accettata anche SUD-EST, SUD-OVEST, con limitata perdita di produzione) – inclinazione 30-35° gradi;
  • assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento.

La producibilità elettrica media annua di un impianto fotovoltaico può essere valutata attraverso un calcolo che tiene conto:

  • della radiazione solare annuale del sito (determinabile correttamente ricorrendo ad opportune formule);
  • di un fattore di correzione calcolato sulla base dell’orientamento, dell’angolo d’inclinazione dei moduli fotovoltaici ed eventuali ombre temporanee;
  • le prestazioni tecniche dei moduli fotovoltaici, dell’inverter e degli altri componenti dell’impianto;
  • le condizioni ambientali di riferimento del sito nelle quali devono operare i moduli fotovoltaici (ad esempio con l’aumento della temperatura di funzionamento diminuisce l’energia prodotta dall’impianto).

La potenza di picco di un impianto fotovoltaico si esprime in kWp (chilowatt di picco), cioè la potenza teorica massima che esso può produrre nelle condizioni standard di insolazione e temperatura dei moduli ( 25 °C e radiazione di 1000 W/m2). Per l’incentivazione al conto energia si prevede che i moduli siano certificati secondo le norme CEI EN 61215 (per moduli in silicio cristallino) o CEI EN 61646 (per moduli a film sottile), rilasciata da laboratori accreditati per le specifiche prove, in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, da organismi di certificazione appartenenti all’EA (European Accreditation Agreement) o che abbiano stabilito con EA accordi di mutuo riconoscimento. Le principali applicazioni dei sistemi fotovoltaici sono:

  • impianti (con sistema d’accumulo) per utenze isolate dalla rete;
  • impianti per utenze collegate alla rete di bassa tensione;
  • centrali di produzione di energia elettrica, generalmente collegate alla rete in media tensione.

Gli incentivi in ‘conto energia’ sono concessi solo per le due tipologie d’applicazione 2 e 3 , in particolare per impianti con potenza nominale non inferiore a 1 kW collegati alla rete elettrica di distribuzione per l’immissione o il prelievo di energia. Per rendere compatibile l’energia generata dai moduli fotovoltaici con le apparecchiature per usi civili ed industriali occorre trasformare la corrente da continua in alternata alla tensione e alla frequenza di funzionamento della nostra rete elettrica (50 Hz). Questo si ottiene interponendo tra i moduli e la rete un inverter. Gli inverter dedicati alle applicazioni fotovoltaiche devono rispondere a requisiti che ne attestino l’elevata affidabilità ed efficienza, il basso costo e dimensioni e peso contenuti. La maggior parte degli inverter di ultima generazione per poter realizzare la conversione impiega semiconduttori di tipo IGBT (Insulated Gate Bipolar Transistor) oppure MOSFET (Metal Oxide Semiconductor Field Effect Transistor); mentre i tiristori, che hanno trovato largo impiego nel passato, sono tuttora utilizzati solo per le grandi potenze. Sia per sistemi fotovoltaici in isola che per quelli connessi alla rete elettrica la tecnologia di realizzazione dei dispositivi si basa quasi esclusivamente su gruppi a commutazione forzata, che utilizzano la tecnica di modulazione degli impulsi (PWM, Pulse Width Modulation). Oltre all’inseguimento del punto di massima potenza (MPPT) è importante che nei sistemi connessi alla rete (grid-connected) ci sia sincronizzazione con la frequenza di rete. Inoltre, nel caso la rete pubblica venga disalimentata, per esempio per un guasto o per manutenzione programmata, l’impianto deve escludersi automaticamente, per evitare che la rete stessa venga mantenuta in tensione dall’impianto fotovoltaico. Per questo, il gestore della rete pubblica può richiedere l’installazione di un set omologato di protezioni di minima e massima tensione e frequenza (protezioni di interfaccia).

impianti_fotovoltaici_clip_

Impianto fotovoltaico connesso alla rete
La connessione alla rete degli impianti fotovoltaici è regolata dalla normativa CEI 11-20 e dalla normativa CEI 82-25. Tuttavia, ciascun distributore stabilisce le regole e le condizioni tecniche per l’allacciamento dell’impianto alla rete di distribuzione. La connessione avviene in bassa tensione (BT) monofase per potenze nominali d’impianto inferiori a 6 kW, in BT trifase fino a una potenza di 50 kW, per potenze superiori a 75 kW gli impianti vengono generalmente allacciati in media tensione (MT) attraverso l’interposizione di un trasformatore. Il soggetto responsabile dell’impianto per potenze minori di 20 kW può scegliere di avvalersi del servizio di scambio sul posto stipulando un contratto con distributore di rete locale. Per tutti gli impianti, il soggetto responsabile può cedere, parzialmente o totalmente, l’energia prodotta attraverso la vendita diretta in borsa o ad un grossista, o ad attraverso il Ritiro Dedicato garantito dal GSE Per poter contabilizzare l’energia prodotta dall’impianto sono installati due contatori (M1 e M2). Generalmente M1 è un contatore bidirezionale che misura l’energia assorbita dalle utenze e l’energia che dall’impianto fotovoltaico fluisce verso la rete, M2 contabilizza la totale energia fotovoltaica prodotta che viene incentivata dal GSE.

 

Perchè il fotovoltaico

Si sente parlare da tanto e troppo tempo di Energie da Fonti Alternative e in particolar modo dell’Energia Solare sfruttata da impianti fotovoltaici. Finalmente tutto ciò comincia a diventare una realtà e quindi una valida alternativa al petrolio. I motivi che hanno portato i paesi Europei e l’Italia ad incentivare seriamente le fonti di energie alternative al petrolio e più in generale ai combustibili fossili sono tanti. Occorre infatti rendersi conto che ogni paese, per non soccombere economicamente, deve investire in energie che consentano principalmente di:

  • non dipendere unicamente da altri paesi
  • rispettare l’ambiente
  • essere economicamente sostenibile
  • il suo prezzo deve essere stabile
  • ridurre i costi di distribuzione
  • non esaurirsi mai o quasi mai

Ebbene la tecnologia fotovoltaica grazie alla continua innovazione è oggi tra le più idonee a soddisfare i precedenti punti. Un freno al suo sviluppo è stato in passato l’alto costo per kilovattora di energia elettrica prodotta rispetto ad altre fonti di energie. Oggi le cose sono molto cambiate. Infatti anche se la tecnologia fotovoltaica costa ancora un po troppo questa fonte di energia non inquina e può essere prodotta anche in casa riducendo drasticamente i costi di distribuzione.

Prodotti

Moduli Fotovoltaici

I moduli fotovoltaici rappresentano il cuore dell’impianto. Sono costituiti da celle solari collegate tra loro in serie o in parallelo; tali collegamenti sono detti stringhe. Sul retro del modulo è posizionata una scatola di giunzione che raccoglie l’elettricità prodotta. Un insieme di moduli, connessi elettricamente tra loro, costituisce il campo fotovoltaico che, a sua volta, è collegato ad un inverter che trasforma la corrente continua generata dal modulo in corrente alternata che viene in seguito immessa nella rete elettrica. L’insieme dato dal campo fotovoltaico ed altri componenti meccanici, elettrici ed elettronici, consente di realizzare i sistemi solari fotovoltaici.

Esistono tre differenti tipologie di pannelli fotovoltaici:

  • al silicio monocristallino;
  • al silicio policristallino;
  • thin film

Silicio monocristallino

Le celle dei moduli al silicio monocristallino sono costituite da un singolo cristallo di silicio. Allo stato puro gli atomi di silicio sono perfettamente allineati garantendo di conseguenza la massima conducibilità. La maggiore purezza del materiale garantisce un rendimento superiore (pari anche al 15%). Le celle fotovoltaiche si presentano di colore uniforme blu scurissimo e, solitamente, hanno forma ottagonale con uno spessore di circa 0,2 – 0,3 mm. I moduli fotovoltaici al silicio monocristallino sono ideali per coloro che hanno a disposizione una superficie di posa limitata.

silicio_monocristallino_

Silicio policristallino

Le celle dei moduli al silicio policristallino (detto anche multicristallino) sono costituite da un insieme di più cristalli di silicio; questa minor purezza è la causa di un rendimento inferiore, che si aggira tra l’11% e il 14% contro il 15% ottenuto utilizzando celle al silicio monocristallino. Esse si presentano ancora aggregate tra loro (struttura policristallina) ed hanno orientamenti e forme differenti. Sono caratterizzate dal colore blu intenso cangiante. Grazie alle nuove tecnologie produttive e agli elevati investimenti in ricerca e sviluppo, i costi di produzione si sono ulteriormente abbassati riuscendo anche a raggiungere buoni livelli di efficienza.

silicio_policristallino2

Thin film

I moduli thin film sono composti da uno strato sottilissimo di silicio cristallino (1 – 2 micron) applicato su una lastra di vetro attraverso deposizione catodica. In questo caso non si parla di celle in quanto, grazie a questa tecnologia, possono essere ricoperte grandi superfici in modo continuo. Pregi del film sottile: impatto ambientale ridotto, tempo di ritorno inferiore, ideali in condizioni di basso irraggiamento ed elevate temperature.

this_film

Inverter

Normalmente, nelle applicazioni fotovoltaiche i convertitori statici più utilizzati sono gli inverter. Gli inverter dedicati ad applicazioni fotovoltaiche presentano caratteristiche e funzionalità proprie tali per cui i costruttori hanno dovuto sviluppare delle linee di prodotti espressamente dedicate. Gli inverter per il fotovoltaico possono, con qualche eccezione essere suddivisi in due grande famiglie :
– inverter per applicazioni isolate o stand alone
– inverter per il funzionamento in parallelo alla rete elettrica o grid-connected

La principale funzione degli inverter per il funzionamento parallelo alla rete è quello di convertire l’energia elettrica da corrente continua prodotta dai moduli fotovoltaici a corrente alternata ed iniettarla in rete nel modo più efficiente possibile. Esso deve essere idoneo a supportare il trasferimento della corrente prodotta dall’impianto, dal generatore fotovoltaico alla rete di distribuzione, rispettando quindi sia i requisiti tecnico normativi, sia quelli di sicurezza. I valori della tensione e della frequenza in uscita dall’inverter devono essere compatibili con quelli della rete del distributore, mentre i valori della corrente in ingresso e della tensione devono essere compatibili con quelli del campo fotovoltaico. La scelta del modello d’inverter e della taglia deve essere effettuata in base alla potenza nominale fotovoltaica ad esso collegata. Essendo il componente più delicato dell’intero impianto fotovoltaico particolare attenzione deve essere inoltre riposta all’ambiente in cui viene installato, scegliendo quindi il grado di protezione più adatto.

inverter

Strutture di supporto

Le innumerevoli applicazioni del fotovoltaico fanno si che le strutture di supporto e sostegno per i moduli siano, per geometria e concezione, spesso personalizzate per ogni progetto. Qualunque sia la tipologia della struttura di sostegno prescelta, questa deve ovviamente essere in grado di reggere il peso proprio più il peso dei moduli e di resistere alle due principali sollecitazioni di norma considerate in questi progetti, costituite dal carico di neve e dell’azione del vento agente sul piano dei moduli che, nei confronti di quest’ultima sollecitazione, si comporta coma una vera e propria vela.

strutture_supporto

Scambio sul posto

Vuoi azzerare la tua bolletta energetica? Lo Scambio sul posto è l’opzione che fa per te. Con lo scambio sul posto, l’impianto fotovoltaico lavora in regime di interscambio con la rete elettrica locale. In pratica si utilizza la rete per ‘stoccare’ l’energia elettrica fotovoltaica prodotta in eccesso (ad esempio quando splende il sole e si è fuori casa) per poi prelevarla al momento del bisogno (di notte o in caso di brutto tempo). Al termine di ciascun anno si effettua il conguaglio facendo la differenza tra le immissioni e i prelievi di energia dalla rete.

  • Se il saldo è negativo verrà addebitato in bolletta;
  • il saldo è positivo il credito di energia potrà essere utilizzato nei 3 anni successivi.

Questa soluzione è particolarmente vantaggiosa se l’impianto è dimensionato in modo tale da produrre, in un orizzonte triennale, un quantitativo di energia elettrica minore o uguale all’energia elettrica consumata.

Lo scambio sul posto è possibile solo per impianti fotovoltaici fino ad un massimo di 20 kWp.

A chi conviene?
Lo scambio sul posto o net-metering conviene in particolare:

  • ai Privati (prima casa);
  • alle piccole-medie aziende

Quando conviene?
Lo scambio sul posto o net-metering conviene quando l’energia elettrica che può produrre l’impianto fotovoltaico (in funzione degli spazi e dell’orientamento dell’edificio) è inferiore o uguale a quella consumata dall’utenza. In pratica si utilizza la corrente elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico per alimentare le utenze elettriche di casa o dell’azienda, riducendo sensibilmente o addirittura azzerando la bolletta energetica.

È compatibile con la vendita dell’energia?
No, non è ammessa la vendita dell’energia in esubero ma solo il credito in bolletta valido per una durata massima di 3 anni.

Quanto costa lo scambio sul posto?
Il servizio di scambio sul posto ha dei costi annui fissi riportati di seguito:

  • 30 euro all’anno (costo del servizio di scambio sul posto)
  • 28 euro circa all’anno (remunerazione del servizio di misura dell’energia prodotta bassa Tensione Totale: 58 euro all’anno (importo aggiornato al nov 2007)

Cosa implica dal punto di vista fiscale?
Nessun obbligo o tassazione:

  • non si applica l’IVA sulla tariffa incentivante
  • incentivante non assume alcuna rilevanza ai fini delle imposte dirette.

Quanto si risparmia in bolletta?
Per calcolare il risparmio si moltiplica la produzione dell’impianto fotovoltaico per il costo dell’energia elettrica. Il costo dell’energia elettrica per gli impianti di piccole-medie dimensioni (utenze residenziali e piccole aziende) si aggira intorno a 0,18 ? 0,20 ?/kWh e si prevede un ulteriore peggioramento nei prossimi anni in relazione all’esaurimento progressivo delle fonti fossili (petrolio, gas e carbone) . Es: un impianto fotovoltaico da 2 kWp installato nel centro Italia (irraggiamento medio: 1350 kWh/anno) ha una produzione stimata di 2.700 kWh/anno. Moltiplicando 2.700 kWh/anno per il costo dell’energia elettrica di 0,20 ? avremo un risparmio sulla bolletta annua pari a 540 euro.

 

Conessioni in rete – vendita

Per impianti fotovoltaici di potenza
superiore a 20 kw scatta l’obbligo di DENUNCIA DI OFFICINA ELETTRICA (D. Lgs 504/1195? Titolo II ). Nel caso di impianti localizzati in territori montani l’obbligo di officina elettrica scatta al di sopra dei 30Kw (art.60 comma2 lett.B legge 342/2000).
Chiunque intenda esercitare un’officina di produzione di energia elettrica deve farne denuncia all’ufficio tecnico di finanza competente per il territorio che, eseguita la verifica degli impianti, rilascia la licenza di esercizio, soggetta al pagamento di un diritto annuale. Per impianti soggetti all’obbligo di denuncia di officina elettrica i contatori di energia devono essere ad uso fiscale, cioè:

  • Devono essere accompagnati da certificato ad uso UTF rilasciato, a seguito di adeguate verifiche di laboratori, effettuate da laboratorio autorizzato;
  • Devono essere, una volta installati a cura dell’installatore del cliente, verificabili, tarabili e sigillabili sul posto, sempre a cura di un laboratorio autorizzato e alla presenza del cliente e di un tecnico UTF;

Le verifiche e prove sul posto devono essere eseguite ad impianto funzionante e devono essere ripetute ogni 3 anni per contatori di tipo statico ed ogni 5 anni per contatori ad induzione. L’esecuzione delle operazioni sopra indicate sono attestate dal rilascio da parte del laboratorio autorizzato di un ulteriore certificato di prova e da parte del tecnico UTF di un verbale di verifica. Su tutti i certificati ad uso UTF deve essere riportata una marca da bollo da 16,42€. I contatori fiscali che devono essere installati nel caso di officina elettrica sono due: contatore a valle dell’inverter per la contabilizzazione totale dell’energia prodotta dall’impianto
e il contatore di cessione dell’energia alla rete elettrica. L’apertura di officina elettrica comporta, oltre al pagamento del diritto annuale, obblighi fiscali dichiarativi e di versamento (Addizionale provinciale sui consumi di energia elettrica). L’energia prodotta da fonti rinnovabili non è sottoposta ad imposta erariale sui consumi (legge 133/99 e legge 338/00) ma solo ad addizionale provinciale ( aliquota pari a 0,1136 euro/kwh) pagata solo sull’energia consumata.

  • Stima producibilità annua per kW
  • Nord Italia 1.100 kW/h
  • Centro Italia 1.300 kW/h
  • Sud Italia 1.500 kW/h
  • Consumo dell’utenza pari all’energia prodotta 0,16 ?/ kW/h stima del costo in acquisto, facendo una media tra le diverse tariffe
  • applicate alle utenze residenziali o business. Le valutazioni economiche sono delle stime indicative.